16 dicembre 2024

PALERMOSUIMURI: la città guardata



SEGNI E PAROLE: ho filmato i disegni, le pitture murali, i graffiti, le scritte, le poesie e le dediche sui muri della città, anche quegli apparenti sgorbi che si dice ne sporchino la bellezza. Dall'obiettivo di una cinecamera la realtà, che non è mai fissa, si modifica creando altre realtà che vivono uno spazio e un tempo differente. Nulla è mai certo e scontato. Perfino i nostri pensieri, che produciamo a velocità non facilmente misurabili, modificano ciò che crediamo essere statico e sempre uguale nella quotidianità che spesso viviamo con distrazione, perdendo il gusto dei dettagli e delle sfumature...
La musica è di Duy Luong, musicista vietnamita.

29 luglio 2024

RITORNO A ICORI - il parco dimenticato di Agrigento


Agrigento: Luglio afoso. Sono tornato al Parco cosiddetto Icori (la ditta che lo costruì tra gli anni settanta e ottanta), ma il suo vero nome sarebbe Parco dell'Addolorata, in relazione alla seicentesca chiesetta posta appena in alto sul promontorio. Un parco tormentato da 50 anni di aperture e consegne alla città mai poi avvenute davvero. Un percorso a piedi con alcuni cittadini che da anni attenzionano il degrado, l'abbandono, l'indifferenza delle amministrazioni comunali che si sono succedute, fino a quella attuale, e di tutta la cittadinanza. L'anfiteatro riconosciuto da esperti per la sua eccellente acustica è una tra le tantissime opere incompiute in una città che tra qualche mese sarà Capitale della Cultura.
Qui l'ennesimo breve racconto, la denuncia, e la proposta.
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17 marzo 2024

BRISCOLA ALLA KALSA

Nel 2016 filmai questo instante a Palermo e partecipai a "# 50 secondi Lumière!" indetto dalla Cineteca di Bologna. Il video fu selezionato e inserito in uno dei video finali nella categoria "Divertimento / Gioco".
Facendo un giro nei miei archivi di immagini sparse, montate, dimenticate, perdute nel tempo e nello spazio, è saltato fuori questo e ho deciso di pubblicarlo.
durata: 50 sec.

25 febbraio 2024

La città guardata: Palermo # la fontana danzante # (S)VAGAR(E)RRAR(E)VO...


Bisogna scegliere dei punti di osservazione. Il cinema è dimenticare. L'oblio. Dal nero ripartiamo e chiudiamo. Così seduto ai tavolini delle terrazze dei locali a Lille, in Francia, guardavo per ore (boccali di birra si perdevano nel conteggio) il flusso ininterrotto del movimento umano, dei gesti, della luce, delle parole (suoni e frasi smozzicate). Degli uccelli, dei cani, dei gatti (almanaccando che una tigre interrompesse bruscamente la scena, e tutto si fermasse, così come quando il leone fuggito dalla sua gabbia del circo libero e bonario passeggiava...).
È un buon modo per stare nello spazio e nel tempo. Liberi. (Qualcuno mi comunica di aver abbandonato i suoi canali social, facebook e instagram, giurando di aver ritrovato uno spazio e un tempo che ha troppe volte perduto...)
Idea e realizzazione filmica: Enrico Montalbano
Musica di Dario Lo Cicero
composta ed eseguita dall'autore con: Soma Terra, Fagotto ed Eigenharp Pico.
Durata 4min. circa
Grazie al mio amico Dario Lo Cicero per aver composto la musica per questo breve lavoro.
È consigliato guardare il video in 4K cliccando nella rotellina in basso a destra, guardarlo e ascoltarlo in uno schermo grande che non sia un cellulare.
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29 settembre 2023

JEAN E BERTA - siciliani di Tunisia


Un breve documentario. Ho recuperato materiale dell'archivio personale.
Una piccola storia dentro una più grande: l'emigrazione italiana, perlopiù siciliana, in Tunisia.
Jean e Berta, fratello e sorella (oggi non più viventi), nati in Tunisia da genitori provenienti da Giarratana (Ragusa,) hanno vissuto il periodo del Protettorato francese nel pese nordafricano.
Sono cresciuti nelle campagne in un contesto in cui gli italiani e i tunisini lavoravano per il padrone francese. Quello che ci colpì quando li incontrammo nel 2012 fu sentire il dialetto siciliano ben conservato da chi, come loro, in Sicilia non aveva mai vissuto. In casa di molti siciliani in Tunisia generalmente si parlava in siciliano mischiato a parole francesi e arabe. I racconti di un mondo agricolo, lontano ormai nel tempo, si intrecciano con i fatti storici che coinvolsero la comunità italiana in Tunisia: il fascismo prima e l'indipendenza tunisina dalla colonia francese poi, con la conseguente "cacciata" degli stranieri, che per gli italiani fu un dramma che cambiò la vita di tanti.