07 ottobre 2008

Bus solo per migranti. Apartheid a Trapani


Enrica Fei
[6 Ottobre 2008] da Carta quotidiano

A Trapani l’autobus è solo per i bianchi. Anzi, o solo per i bianchi, o solo per i neri, a seconda della linea da prendere. Se il tragitto da percorrere è quello che dal quartiere periferico di Salinagrande porta al centro della città, se si è di «razza pura» e con i genitori rigorosamente bianchi entrambi, allora si potrà prendere una determinato autobus. Altrimenti, se si è uno «sporco negro» – come vuole il vocabolario italiano della follia tanto di moda negli ultimi mesi in molte città – non si rimarrà a piedi, non c’è da preoccuparsi: in Italia non siamo razzisti. Si potrà prendere un autobus a noi riservato, attrezzato di poliziotti e carabinieri a bordo, qualora ci passasse per la testa di attentare all’incolumità degli autisti.
È quello che il Consiglio di amministrazione dell’azienda trasporti di Trapani ha deciso per gli autobus della linea 31, la linea che collega il centro per i richiedenti l’asilo di Salinagrande con il centro. Autisti e passeggeri si lamentavano, troppi immigrati ubriachi e molesti. Nessuna denuncia a riguardo, ma secondo gli autisti dell’azienda Atm spa [fino a pochi mesi fa di proprietà del Comune, poi privatizzata con la vendita alla società Sau, Servizi autofiloviari urbani] molte erano state le lamentele da parte dei passeggeri, tanto che l’autobus, arrivato alla fermata del centro di Salinagrande, puntualmente si svuotava. Per questo, in un primo momento, l’azienda aveva pensato di revocare ai passeggeri migranti il diritto a salire senza l’acquisto del biglietto.
«Una decisione senza senso – dice Francesco Bellina, dei Giovani comunisti di Trapani, impegnato in iniziative di solidarietà a sostegno degli abitanti del centro di accoglienza di Salinagrande – gli abitanti del centro non hanno niente, gli forniamo noi gli indumenti. Figuriamoci se avrebbero trovato i soldi per il biglietto». Fallito il tentativo quindi, l’Azienda non si è fatta scoraggiare. E «divieto di salita» ai migranti, è stata la geniale soluzione proposta.
«È stato solo grazie alla notizia apparsa su trapaniok.it che ho saputo della cosa e mi sono mosso per fare qualcosa contro questo provvedimento degno dell’Apartheid sudafricana – racconta Giuseppe Ortisi, consigliere provinciale per Rifondazione comunista, che prosegue – Il Comune non ha fatto niente. Si sapeva soltanto che gli autisti, a seconda del colore della pelle o dello sguardo più o meno molesto del passeggero, decidevano chi potesse salire o meno… Una situazione ridicola e pericolosa, perché in seguito alla decisione dell’autista si possono scatenare risse o episodi di violenza razzista da parte degli altri passeggeri. Per questo ho presentato un documento in provincia che costringesse il comune di Trapani a prendere dei provvedimenti contro questa decisione. Il presidente dell’Azienda allora si è fatto vivo e ha proposto una grande revisione: l’autista dell’autobus, ha spoegato, potrà impedire di salire a tutti coloro palesemente in stato di ubriachezza… Una proposta davvero democratica insomma».
L’idea di certo non è piaciuta a molti, tra cui Ruggero Messina, segretario provinciale della Uiltrasporti: «Queste soluzioni non migliorano né tantomeno risolvono una questione così delicata» ha spiegato. Messina ha proposto allora «Servizi straordinari riservati ai migranti», con la presenza delle forze armate per garantire l’incolumità degli autisti. «Siamo rimasti a questa ridicola proposta – commenta ancora Giuseppe Ortisi – Attendo delle risposte da parte dell’azienda: abbiamo fatto notare che permettere agli autisti di impedire l’utilizzo dell’autobus sulla base di supposizioni non verificate è incostituzionale. Oltre che ridicolo».
Non sembra ridicolo, anzi, non sembra abbastanza ad alcuni lettori del sito trapani.ok. «Perché non vietare anche la vendita di alcolici a questi ‘rifugiati politici’?», si chiede oggi «Patriota», uno dei commentatori della notizia.


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